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Radiazioni UV

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I raggi ultravioletti si suddividono convenzionalmente nelle componenti UVA, UVB, UVC. 
La radiazione ultravioletta rappresenta oltre l’8% dell’energia solare e occupa la regione di lunghezze d’onda comprese tra 100nm e 400nm.

L’UVI è un indicatore che rappresenta l’irraggiamento al suolo dovuto alla radiazione solare in relazione ai suoi effetti eritemali sulla pelle. Dopo la standardizzazione definitiva del 2000 in sede di WHO, l’UVI ha assunto la forma di un valore intero da zero in su, con il rischio che aumenta all’aumentare del valore stesso. Oltre a questa classificazione numerica, si è proceduto raggruppare i valori di indice a seconda del grado di rischio, rappresentando le categorie di esposizione così ottenute con colori diversi e di immediata comprensione. A seconda del valore dell’indice UV vengono raccomandati comportamenti e cautele nell’esporsi, mentre nei pittogrammi riportati a destra a seconda del valore dell’indice UV vengono consigliate le protezioni individuali (vestiario, occhiali ecc.) necessarie a seconda delle diverse condizioni.

Dal 2008 è attivo in Italia un Gruppo di lavoro (vedi link al sito del Gruppo di lavoro UV). composto da soggetti istituzionali, il cui fine principale è quello di progettare e realizzare una rete di monitoraggio dell’Indice UV per fornire una informazione e una comunicazione ambientale che determini nella popolazione comportamenti consapevoli ed adeguati nell’esporsi al sole. 

 

 

  • UV-A (315nm-400nm). L’80% degli UV è compreso in questo intervallo. Gli UV-A rappresentano 6.3% dell’energia solare extraterrestre.
  • UV-B (280nm-315nm). L’ozono stratosferico è il maggior assorbitore di questa componente. Essa rappresenta l’1.5% dell’energia totale solare. Grazie all’effetto di “schermatura" dell’ozono, la radiazione che raggiunge la superficie terrestre ha generalmente lunghezza d’onda maggiore di 290 nm.
  • UV-C (100nm-280nm). Gli UV C rappresentano lo 0.5% dell’energia totale solare extraterrestre e sono la componente più dannosa per gli esseri viventi, completamente assorbita, tuttavia, dall’ossigeno e dall’ozono presenti nell’alta atmosfera.
     

Nell’ottica di aumentare la consapevolezza della popolazione sui rischi di una eccessiva esposizione alla radiazione solare e per indurre l’adozione di misure protettive è stato sviluppato, nell’ambito di una collaborazione tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), l’ Organizzazione Meteorologica Mondiale e la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti (ICNIRP), un indice l’indice UV (UVI),

Ultimo aggiornamento ( Martedì 14 Febbraio 2012 11:37 )